vuole uscire dalla crisi creando fronte repubblicano rischio

Posted on June 2, 2018. Filed under: internet news rivista | Tags: , , , , , , , |

Il Partito democratico pensa di uscire dalla sua crisi che difenda i valori dell’Unione europea, in una specie di secondo tempo del voto del 4 marzo che veda il ballottaggio definitivo tra sovranisti e anti-sovranisti.

E neppure una risposta a quelli che il finanziere George Soros, simbolo di tutti i mali globalisti per i critici o incarnazione delle ultime utopie europeiste per gli ammiratori, indica come i tre problemi da risolvere in Europa: La crisi dei rifugiati, la disintegrazione territoriale modello Brexit e le politiche di austerità che hanno minato lo sviluppo europeo.

Carlo Calenda è l’unico che ha qualcosa da dire, in questa fase, ma il suo approccio (ammettere gli errori delle élite ma rivendicare il diritto e il dovere per queste di risolvere i problemi pregressi invece che arrendersi ai populisti) non sembra conquistare nuovi consensi al fronte europeista.

Il listone potrebbe essere lo strumento per superare il progetto del Pd, ma è una strada senza ritorno perché il Partito democratico esploderebbe nella decisione delle candidature: Matteo Renzi ancora controlla la direzione, molti maggiorenti del partito che lo avversano dovranno rivolgersi proprio a quell’organismo per chiedere la deroga al numero massimo di mandati elettivi (da Dario Franceschini a Piero Fassino a Roberta Pinotti), se vogliono candidarsi.

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